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♥ ♥ INTER 2015-2016 ♥ ♥

[h=1]Inter-Palermo 3-1: Ljajic, Icardi e Perisic fanno sorridere Mancini[/h] [h=2]Buona prova dei nerazzurri contro i siciliani, che restano in partita per pochi minuti con il gol di Vazquez: ora la Fiorentina è a 2 punti, la Roma a 5[/h] L’Inter va, non stecca la prova di maturità dopo la grande prova contro la Juve e batte il Palermo 3-1 con le reti di Ljajic, Icardi e Perisic. Inutile l’acuto di Vazquez per la squadra di Iachini, risucchiata in piena bagarre retrocessione dal successo del Frosinone sull’Udinese. I nerazzurri invece tornano a mettere nel mirino il terzo posto. La Roma resta a 5 punti, ma il 19 marzo all’Olimpico ci sarà lo scontro diretto che potrebbe riaprire i giochi.
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TUTTO CHIUSO - ANZI NO — Mancini se la rischia con appena due centrocampisti. La sorpresa è l’esclusione di Brozovic, il migliore mercoledì contro la Juve. Torna Icardi, alle cui spalle si muovono Palacio, Ljajic e Perisic. In porta c’è Carrizo, causa febbre che ha colpito Handanovic sabato notte. Iachini in compenso ritrova Sorrentino e punta sul 3-5-2, con Vazquez e Gilardino in attacco. La cerniera in mezzo al campo è composta da Rispoli, Hiljemark, Maresca, Cochev e Pezzella. Anche se i due esterni stanno bassissimi, in quello che è quasi sempre un 5-3-2. Pallino subito ai nerazzurri, che però sulla trequarti non trovano sbocchi. Serve un’invenzione e ci pensa Ljajic, che all’11’ riceve palla da Perisic al limite dell’area, sfrutta l’indolenza di Andelkovic e Maresca per trovare l’angolino con un destro chirurgico. Dopo aver rischiato grosso su un erroraccio di Kondogbia (bravo Nagatomo a fare la diagonale su Cochev), l’Inter trova il colpo del k.o. al 23’ con Icardi, letale nell’attaccare il primo palo e anticipare Gonzalez sul cross da destra di Palacio. Forse per gli stenti di Kondogbia, Mancini poco prima della mezz’ora inverte i binari, facendo traslocare a sinistra la catena Nagatomo-Ljajic, con D’Ambrosio-Perisc che passano a destra. Il francese però sbaglia un altro disimpegno e Vazquez con un sinistro dal limite al 35’ dà un senso alla serata di Carrizo. Il quale non può nulla al 45’ sul mancino a colpo sicuro dello stesso Vazquez, innescato da Rispoli che approfitta di una voragine apertasi sul fronte sinistro dell’Inter. Si va all’intervallo sul 2-1 per i nerazzurri.

CI PENSA PERISIC — Il gol subito allo scadere restituisce le solite insicurezze alla squadra di Mancini, che rischia a inizio ripresa in un paio di occasioni, soprattutto su un cross di Cochev. Il Palermo però dietro balla troppo e al 54’ basta un affondo di Icardi sulla destra per ristabilire il doppio vantaggio: il capitano pennella per Perisic, che in tuffo di testa non sbaglia sul secondo palo. Malgrado un avversario che paga un Maresca troppo basso e soprattutto statico, Mancini preferisce non correre rischi e toglie giustamente un attaccante (Ljajic) per Brozovic. Iachini ci prova con Quaison e Djurdjevic (fuori Gilardino e Cochev) e i due per poco al 36’ non riaprono la gara. Poco prima Biabiany aveva preso il posto di Palacio, cui Sorrentino con una grande parata aveva negato la gioia del gol. Ma per stasera all’Inter va benissimo così. Sabato arriva il Bologna, poi sotto con l’all in contro Pjanic&C.
 
"La chiameremo Internazionale, perchè saremo i fratelli del mondo, avrà i colori del cielo e della notte"


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Arciere1;n1964326 ha scritto:
GIA' SPERIAMO CHE IL 17/4 Almeno fermate sto napoli :rolleyes::rolleyes::rolleyes::rolleyes::rolleyes:

ciao Pietro, infatti il Napoli non gli basta un secondo posto......spero solo che la fortuna sia dalla nostra :) buon proseguimento di giornata :cool:
 
Roma – Inter

Serie A
oggi, 20:45
Olimpico, Roma

19 Marzo 2015 Gazzetta dello Sport
Roma-Inter si decide allo sprint. Sfida Salah-Eder: tutte le chiavi tattiche...

...E poi Perotti-Brozovic, liberi d'inventare. Dzeko e Pjanic le fionde nella Roma che segna 3 gol a partita. L’Inter senza centravanti può colpire in campo aperto

Le chiavette che gli staff tecnici distribuiscono ai giocatori per studiare gli avversari stavolta rischiano di non avere abbastanza memoria. Luciano Spalletti e Roberto Mancini si ritrovano nella scomoda posizione di non sapere esattamente che tipo di nemico si troveranno di fronte. Roma e Inter, infatti, sono tra le squadre più camaleontiche del campionato. Difesa normalmente a quattro, ma entrambe hanno utilizzato quella a tre. Centrocampo di solito con tre uomini, ma non di rado si è vista una linea con due mediani e tre trequartisti davanti. Attacco che sfrutta le ali ma che ha elementi capaci di interpretare movimenti fluidi e senza punti di riferimento. Un nove classico che una volta c’è e l’altra no, cambiando totalmente il tipo di pericolo che si può creare in fase offensiva.

ROMA PROFONDA — Da allenatori di una big, allora, Spalletti e il Mancio giustamente si saranno concentrati sulla propria squadra e sul modo migliore di prendere il sopravvento. Da questo punto di vista, l’evoluzione romanista è da considerare più avanti rispetto a quella dei nerazzurri. Durante il filotto di otto vittorie consecutive, il tecnico della Roma ha affinato meccanismi e tentato di rafforzare la mentalità dei giallorossi, aggiungendo ogni settimana un particolare in più per arricchire la gamma di soluzioni. La squadra «conservativa» che perse in casa della Juventus ormai quasi due mesi fa si è trasformata: più «alta», più intensa e aggressiva, più capace di tenere il possesso palla senza contare esclusivamente sugli strappi dei suoi velocisti. Che rimangono un fattore determinante ma non l’unico. La ritrovata efficacia offensiva è l’effetto più evidente della cura Spalletti: 24 gol nelle ultime 8 partite, una media di 3 a gara. Nove marcatori diversi, Salah il migliore con 6 reti nel mini-ciclo. L’egiziano è l’uomo più beneficiato dal primo principio di Spalletti: attaccare lo spazio alle spalle della difesa avversaria. Imprendibile palla al piede, ora attento anche a muoversi coi tempi giusti.

IL NINJA INCURSORE — Con un tipo come Pjanic ad armarlo, poi, è ancora più semplice. Miralem ha recuperato lo smalto dei tempi migliori, si muove a tutto campo, aiuta il disimpegno indietreggiando per l’avvio di azione: per l’Inter non sarà semplice seguirne le tracce. E un altro problema potrebbe essere Perotti, una specie di "libero" offensivo, uno di quelli che nelle partitelle di allenamento mette la casacca e aiuta chiunque entri in possesso di palla, in una squadra o nell’altra. Questo permette alla Roma di giocare su diversi registri: con la calamita-Dzeko davanti per attirare i centrali e aprire spazi ai due trequartisti, oppure Perotti falso nove, due ali larghe (Salah con El Shaarawy, che dovrebbe partire in panchina) e il solito Nainggolan a vestirsi da incursore aggiunto. Senza dimenticare il contributo dei terzini, che potrebbero costringere gli attaccanti esterni dell’Inter a un lavoro supplementare non sempre gradito.

INTER ADRENALINICA — La squadra di Mancini, a tre quarti di campionato, resta ancora indecifrabile. O meglio, imprevedibile. In rottura prolungata per due mesi - appena due vittorie - e poi improvvisamente rianimata dal partitone in Coppa Italia con la Juve. Sulla cui onda sono arrivati due successi di fila. Come se i manciniani vivessero di adrenalina, più che di tattica. Sulla qualità individuale, più che sull’organizzazione. Che fanno la differenza contro avversari di rango inferiore, non con le più attrezzate: sono appena 7 i punti conquistati dall’Inter in 10 partite contro squadre dal primo all’ottavo posto, tutti all’andata (pari in casa con la Juve, successi sul Milan e proprio sulla Roma). L’Inter in Coppa Italia ha attaccato alta la Juve, ma non è una sua caratteristica e non le conviene neanche, contro i giallorossi. Facile che il Mancio concederà il possesso alla Roma e poi cercherà di costruire la partita andando a colpire dietro i terzini avversari. Con il caldissimo Perisic e i tagli di Eder (più mobile e «collaborativo» di Icardi, seppur meno bomber). Al reparto-idee Brozovic e Ljajic, che lasceranno spesso il ruolo di partenza per sfruttare spazio tra le linee per inventare.
 
dall'espressione non mi sembra tanto convinto....

ROMA - INTER = 1-1
Mancini: "Terzo posto, c'è ancora margine per recuperare. Saranno importanti le prossime 3-4 partite"


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Dopo il triplice fischio di Roma-Inter, Roberto Mancini ha avuto modo di analizzare il match dell'Olimpico anche ai microfoni del suo sito personale. Ecco le parole del tecnico jesino: "E' stata una buona partita, peccato non aver vinto dopo aver giocato bene 70 minuti. Eravamo un po' rimaneggiati in attacco e questo è stato un problema, però credo che ci sia ancora margine per recuperare, e poi abbiamo siamo in vantaggio negli scontri diretti con la Roma. In otto partite si può ancora puntare il terzo posto, intanto ci fa piacere la prestazione. Adesso ci riposiamo, credo che i giocatori ne abbiano bisogno. Poi riprenderemo col Torino, e credo che le prossime 3-4 partite siano importanti".
 
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Oggi tutti alla sala biliardi per:
Frosinone – Inter

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se non vinciamo mi faranno un....è pieno di tifosi del Milan, Napoli e Juve :eek: meglio essere prudenti
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Roberto57;n1969853 ha scritto:
Oggi tutti alla sala biliardi per:
Frosinone – Inter

Serie A
oggi, 15:00
Matusa


se non vinciamo mi faranno un....è pieno di tifosi del Milan, Napoli e Juve :eek: meglio essere prudenti
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HA FUNZIONATO 0-1 :):):):):):):):):):):) CREDERCI SEMPRE ARRENDERSI MAI!!!!!!
 
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Meno male che ci sono loro a darci delle soddisfazioni!!!!!!!! :cool::cool::cool:
[h=1]Diretta finale Coppa Italia Primavera Inter-Juventus 2-1: trionfo nerazzurro ma che rissa nel finale[/h] A San Siro decidono le reti di Manaj e di Zonta, sfuma il sogno triplete per i bianconeri di Grosso

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MILANO - Sfuma il sogno triplete per la Juventus Primavera. Dopo il trionfo al torneo di Viareggio, i ragazzi di Fabio Grosso si arrendono all'Inter che conquista la Coppa Italia Primavera, dopo 10 anni: dopo l'1-0 dei nerazzurri, allo Stadium di una settimana fa, a San Siro il ritorno finisce 2-1 per i padroni di casa.

MANAJ RISPONDE A KASTANOS - Kastanos porta in vantaggio i bianconeri al 33' ma è una splendida giocata di Manaj al 77' a regalare il vantaggio ai nerazzurri. L'attaccante albanese lascia il campo all'88' per un doppio cartellino giallo: il primo per essersi tolto la maglia dopo il gol, il secondo per simulazione in area di rigore.

CHIUDE ZONTA - Ma l'Inter tiene duro anche in 10 e al 93' Zonta chiude la partita. Gli animi si scaldano troppo e nel finale scoppia una rissa da dimenticare. Ciò che resta invece è il giusto riconoscimento a una squadra da urlo

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