Novità

Buchi e....dintorni

Oggi, iniziamo uno step che col tempo si rivelera' essere un Quantum Leap delle nostre teorie!
Al fine di esemplificare la congiunzione di tutti i puntini che danno forma a questo QL, qui sotto vi e' un'immagine che spiega meglio rispetto a quanto possano fare qualche migliaio di parole scritte bene. E per le afferenti Statistiche, ci sara' tempo per dipanarle tutte. Qui, gia' disponibili, alcuni dati (alla spicciolata) per un propedeutico contestualizzare il concetto. Nelle 11000 estrazioni analizzate, ovvero 1000 estrazioni per ciascuna venus, sono stati oggettivati 372 PB Ambici, con questa distribuzione: B 40, C 34, F 38, G 35, M 32, P 34, R 30, T 34, V 35, Z 27 con un intertempo medio generale che vale 11000 / 372 = 29,56 estrazioni.

Nell'immagine sono indicate anche le cronologie delle estrazioni intercorse tra le concretizzazioni dei PB Ambici, venus per venus con la rispettiva media di ciascuna venus.

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Qui sotto vi e' la sinossi delle 11 situazioni che espongono gli ambi L1A, che sommano (attualmente) a 122 ambi, esposti dalle 11 venus, per valutare quali venus concretizzeranno il loro prossimo PB Ambico (primo LZero Ambico) nelle prossime estrazioni.

Le due venus meglio equipaggiate "sembrano" essere quelle a noi piu' care (a me medesimo e al mio caro compagno di viaggio) ossia, geograficamente parlando, la venus in riva all'Arno e quella in Laguna. Sembra una coincidenza :rolleyes: costruita all'uopo, ma non e' questo il caso...

In linea teorica, una delle due venus, dovrebbe oggettivare il PBA (il primo LZero enumerato a partire dal piu' basso di quota) nel giro di 12-14 estrazioni. Tuttavia, essendo 122 gli ambi L1 (L1A), (cosi' distribuiti: B1, C14, F16, G13, M13, N2, P10, R15, T13, V16, Z9), presenti in tutte le 11 venus, a stretto giro (4-5 estrazioni) potremmo gia' osservare la creazione da parte del piu' lesto dei PBAs ...

Come sempre, restiamo ad osservare per imparare qualcosa di nuovo :D

addendum:
18 settembre: - niente da segnalare -
19 settembre: sortito M47-58 (cfr. riga 53 della venus)


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ciao rokie, se posso chiedere volevo sapere se nel turt che hai pubblicato della ruota di napoli si trova qualche ambo tra i non l1a che ha il numero 76? grazie e saluti cordiali
 
Ciao papaia, sotto il PB Ambico, al momento vedo solo un ambo afferente alla tua istanza. Si tratta dell'ambo N69-76 che, ovviamente, non e' un ambo L1A
 
ciao rokie, puoi aggiornare i tabelloni ambici perchè ho visto che la ruota di milano ha creato il primo buco e altre ruote hanno nuovi ambi l1
grazie e saluti
 
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ciao rokie per dimostrare il mio personale interesse per questo tuo argomento ho fatto un grafico per vedere gli ambi sortiti mostrati dalla tua tabella e ne ho contati 12 se non sbaglio e volevo significarti che seguivo le tue ruote di firenze e venezia, e per le mie connvergenze col numero 51 ho beccato l'ambo v46-51 che ha fatto il pba questo numero lo seguivo già per una singolarità nella ruota.
questo argomento secondo il mio parere vale la pena di essere sviluppato e sembra anche che asuniverso sia d'accordo su questo punto. per favore rokie se ti trovi nelle condizioni di poterlo fare aggiorna la tabella con i nuovi dati.
ti ringrazio per tutto
saluti
 
ciao rokie, anche io come ciccio90 aspetto il tuo rientro sperando che va tutto bene. Mi sembra che la tua ruota di firenze è pronta a creare il pba in 6-7 estrazioni e forse anche il pb dei semplici numeri, con questo in mente mi sono permesso di prendere una parte della tua immagine del turt degli ambi della ruota firenze e di affiancarla agli ambi che secondo me sono quelli appetibili, ho incrociato questi ambi con gli l1 del turt dei numeri e ho visto che qualcosa potrebbe abbinarsi

gli l1 di firenze sono 50 78 54 69 57 36 35 31 06 20 52
il numero 54 potrebbe fare il pb dei semplici numeri
il numero 6 e il numero 20 potrebbero fare un dlz

spero che graficamente venga a chiarirsi meglio cosa intendo
gli ambi da F01-07 a F14-20 (9 ambi) sono quelli appetibili per il pba e ci sono dentro anchei due ambi con il numero 20
gli altri due ambi F06-14 ha dentro il numero 6 e l'F54-62 ha dentro il numero 54

spero di non aver disturbato troppo e spero che sia tutto ok in modo di vedere presto il tuo rientro
saluti cordiali

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Buongiorno, dopo una lunga pausa l'occasione mi e' lieta di proporre un articolo pubblicato da Gabriella Greyson per il quotidiano l'Avvenire del 16 ottobre 2026, disponibile per la lettura in questo > link

Lo riporto anche qui dato che e' anche la scintilla primordiale che ha portato allo studio dei vuoti (o dei buchi o degli lzero) nel turt.

Eccolo, ovviamente sono considerazioni espresse da una nota e autorevole Fisica, di bella presenza.
Dunque, buona lettura e buona domenica



Il vuoto non è il nulla di Gabriella Greyson, pubblicato dal giornale l'Avvenire del 16 ottobre 2026

Anche nello stato di minima energia i campi quantistici continuano a fluttuare. Una lezione della fisica che invita a riscoprire il valore delle pause.

Quando diciamo "vuoto", immaginiamo qualcosa che manca. Una stanza vuota non contiene mobili né persone.
Un bicchiere vuoto non contiene più acqua. Un posto vuoto a tavola rende visibile un’assenza.
Il vuoto, nel linguaggio quotidiano, sembra essere il nome che diamo al niente.

Anche la fisica, per molto tempo, lo ha immaginato così:
uno spazio completamente privo di materia. Un palcoscenico rimasto senza attori. Poi è arrivata la meccanica quantistica e ha scoperto che perfino il palcoscenico, quando sembra vuoto, non riesce a stare fermo. Il vuoto quantistico non è il nulla.
È lo stato di minima energia di un sistema, ma al suo interno i campi quantistici continuano a presentare fluttuazioni.


Non possiamo pensarlo come una scatola dalla quale abbiamo tolto ogni cosa. Anche se eliminiamo tutte le particelle che possiamo rimuovere, rimane una struttura fisica, rimangono i campi, rimangono possibilità di interazione.

È difficile da immaginare perché la nostra esperienza è costruita su oggetti visibili. Se una scatola non contiene scarpe, libri o vecchi caricabatterie di telefoni che non possediamo più, per noi è vuota. La natura, però, non è obbligata a organizzarsi come il ripostiglio di casa.

Gli effetti del vuoto quantistico possono essere osservati. In particolari condizioni, due superfici metalliche poste molto vicine subiscono una forza legata alle diverse modalità di fluttuazione dei campi all’interno e all’esterno dello spazio che le separa. È il cosiddetto effetto Casimir.


Non significa che dal nulla possiamo ricavare gratuitamente energia illimitata, come ogni tanto promettono annunci che sarebbe meglio non finanziare. Significa che il vuoto possiede proprietà fisiche. Anche il cosmo contiene enormi regioni nelle quali la densità di materia è bassissima. Eppure quelle regioni fanno parte della struttura dell’universo.
Il vuoto separa stelle e galassie, ma permette anche alla luce di viaggiare. Non è soltanto una distanza da eliminare: è una condizione perché qualcosa possa muoversi e raggiungere qualcos’altro. Nella vita, invece, facciamo di tutto per non lasciare spazi vuoti.
Riempiamo i silenzi con parole, le attese con lo schermo del telefono, le giornate con impegni. Se compaiono dieci minuti liberi, li consideriamo spesso un guasto nell’organizzazione e cerchiamo immediatamente una notifica con cui ripararli.

Eppure senza intervalli non esiste ritmo. La musica ha bisogno delle pause. Un testo ha bisogno degli spazi. Una conversazione vera ha bisogno di momenti nei quali non stiamo già preparando la frase successiva. Perfino il sonno, che a volte trattiamo come tempo sottratto alla vita, è indispensabile perché il cervello possa consolidare ricordi e ristabilire equilibri.
Il vuoto può fare paura quando prende la forma di una perdita. Non tutte le assenze devono essere riempite e non tutte possono esserlo.
Alcune rimangono con noi e modificano la forma del nostro mondo. Ma esistono anche vuoti che diventano disponibilità: il posto lasciato a un incontro, a un’idea, a qualcosa che non avevamo programmato.

La fisica ci insegna che il vuoto non equivale necessariamente al nulla. Forse potremmo ricordarlo anche quando una pausa ci sembra inutile. Ciò che appare vuoto potrebbe essere lo spazio nel quale qualcosa sta diventando possibile.




post scriptum:
desidero ringraziare Papaia per aver supplito il vuoto di quest'ultimo periodo con i suoi interventi, che accolgo con molto piacere data la loro notevole pertinenza. Inoltre, ringrazio anche gli altri intervenuti a vario titolo!
 
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