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Frate Indovino

SANTA ADELAIDE imperatrice
Figlia di Rodolfo II, re di Borgogna e di Berta, figlia di Burcardo, duca di Svevia, a soli sei anni perse il padre. Nel 947, a 16 anni, sposò Lotario II, re d’Italia. Rimase vedova dopo soli tre anni di matrimonio e, chiesta in sposa dal figlio di Berengario II del Friuli, ne rifiutò l’offerta. Per questo fu perseguitata e imprigionata. Fu aiutata a fuggire in barca da un frate e un pescatore e a raggiungere la città di Canossa. Riuscì a incontrare Ottone I, Imperatore del Sacro Romano Impero, al quale raccontò quanto accaduto. Il sovrano colpito dal coraggio della donna, che era anche molto colta, se ne innamorò. Decise di aiutarla, andò in Italia e sconfisse Berengario II. Prese la corona del Regno D'Italia e la notte di Natale del 951, sposò Adelaide, che partecipò attivamente alla conduzione dello Stato. Ebbero 3 figli. Nel 962, Ottone e Adelaide furono incoronati imperatori di Germania. Dopo la morte del marito, avvenuta nel 973, divenne regina del Sacro Romano Impero, ma ebbe contrasti con il figlio Ottone II e la nuora, pur ricevendo l’affidamento dell’educazione del nipote. Resse l’impero con grande saggezza. Fu generosa con i poveri e fece costruire chiese e monasteri. In quello di Selz si ritirò e, nel silenzio e la preghiera vi finì la sua vita.1000006352.jpg
 
SAN PIETRO CANISIO sacerdote Dottore della Chiesa
Peter Kanijs, latinizzato in Canisius, nacque nel 1521, a Nimega, in Olanda, allora territorio dell’Impero tedesco. Giovane di talento, intelligente, sapiente, aperto alla vita, tra le diverse strade tra cui poteva scegliere, decise per lo studio della teologia. Appassionato, divenne grande conoscitore della Sacra Scrittura e della patristica. L’evento che diede la svolta significativa alla sua vita fu l’incontro con Pietro Faber, compagno di sant’Ignazio di Loyola, persona di alto profilo spirituale. Fu così che entrò nella Compagnia di Gesù, dove fu ordinato sacerdote e offrì tutto sé stesso nel suo operato. Viaggiò moltissimo in tutta l’Europa: strinse relazioni con personaggi influenti di cui divenne consigliere e in cui riuscì a risvegliare la fede viva; si impegnò per una migliore formazione del clero, difendendo la fede cattolica; ricompose un legame più stretto tra Roma e la Chiesa tedesca. Riguardo a ciò, lavorò per la ricostruzione della Chiesa tedesca scossa dallo scisma luterano e la riportò nella linea della Riforma. Sul piano apostolico compose due opere di catechismo: una detta maggiore, Teologia sommaria, per gli studenti delle scuole superiori, una detta minore (ma non meno importante), Catechismo breve, per i bambini e il popolo. Due opere che ebbero grande risonanza e successo per il linguaggio chiaro e concreto; per l’indicazione che dà della pratica spirituale che conduce alla consapevolezza del valore della vita; per l’insegnamento che dà riguardo il senso divino dell’impegno umano. Coraggioso, dolce, umile, sapiente, predicatore, catechista, testimone di speranza, la Chiesa lo ha canonizzato col titolo di Dottore.1000006436.jpg
 
SANTA FRANCESCA SAVERIO CABRINI vergine
Francesca nacque nel 1850, a Sant’Angelo Lodigiano, tredicesima figlia di una poverissima famiglia di contadini. Rimasta orfana dei genitori, desiderava entrare in convento, ma veniva rifiutata a causa della sua fragile salute. Inizialmente si dedicò all’educazione dei bambini orfani come maestra e all’assistenza dei diseredati. Il suo sogno era di andare in Cina e per questo fondò l’istituto delle “Missionarie del Sacro Cuore” con la vocazione di annunciare il Vangelo in Cina. Ma papa Leone XIII le diede l’incarico di occuparsi degli emigrati italiani in America. Con alcune compagne partì per gli Stati Uniti dove trovò una realtà sconosciuta in Patria. I nostri connazionali erano totalmente privi di assistenza materiale e spirituale, malati, abbandonati e ridotti in miseria. Madre Cabrini, come veniva chiamata, con passione ed energia raggiungeva gli emigrati disadattati e sfruttati nei quartieri più degradati, nelle fabbriche, nelle cave, nelle miniere e perfino in carcere. Creò ospedali, scuole, laboratori, centri sociali, case di riposo. Era sempre accanto a ogni italiano che sprofondava nel fango di un paese straniero e indifferente a testimoniare che Gesù è povero tra i poveri. Madre Cabrini metteva il cuore in ogni suo gesto, dava la sua stessa vita ai bisognosi. Ella svolse un’attività straordinaria, ma non era lei a compierla: ci pensava Gesù! Tutta questa sua forza le conquistò il rispetto del mondo americano.1000006458.jpg
 
SANTI ANTENATI DI GESÙ
Oggi, 24 dicembre, il Martirologio Romano ricorda: “Commemorazione di tutti i santi antenati di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abramo, ovvero di quei padri che piacquero a Dio e che, trovati giusti, pur senza avere ricevuto le promesse, ma avendole soltanto guardate e salutate da lontano, morirono nella fede: da essi nacque secondo la carne il Cristo, che è al di sopra di tutto il creato, Dio benedetto nei secoli”.
“O Germoglio di Iesse,
che ti innalzi come segno per i popoli:
tacciono davanti a te i re della terra,
e le nazioni t'invocano:
vieni a liberarci, non tardare”.
“Germoglio di Iesse” è uno dei nomi con cui viene chiamato Gesù e indica che Dio è fedele al suo popolo.
Nell’arte la genealogia, cioè tutti gli antenati di Gesù, è raffigurata da un albero genealogico: un albero alle cui radici è posto il patriarca Iesse, padre del Re Davide, sui rami sono posti i re e i profeti, sulla cima è posto il Cristo.1000006495.jpg
 
NATALE DEL SIGNORE
"Gloria a Dio nel più alto dei cieli, e sulla terra pace agli uomini di buona volontà" (Lc 2,14), è l’Alleluia che gli Angeli cantano per glorificare Dio, nella notte più lunga della storia dell’umanità. Parole importanti per l’uomo, perché gli fanno comprendere che è possibile aver pace in Terra solo rendendo gloria a Dio e se si possiede buona volontà. Senza queste due condizioni, la speranza giunta nella notte di Natale resta vana, illusoria. In questa notte, Dio concepito dallo Spirito Santo e nato dalla Vergine Maria, si è fatto uomo ed è venuto ad abitare in mezzo agli uomini: l’eterno che entra nel tempo per far partecipare gli uomini alla vita divina. Oggi, Cielo e Terra, divino e umano si incontrano per divenire una cosa sola nel progetto della redenzione. Nella grotta adoriamo il Bambino, la sua divinità, la sua regalità, la sua onnipotenza, ma soprattutto, l’insondabile mistero di Dio, che nasce nell’anima dell’uomo. E con gli Angeli, al grido gioioso dell’Alleluia, canta l’intera creazione!1000006529.jpg
 
SANTO STEFANO primo martire
Stefano gode del titolo di Protomartire, cioè il primo Martire cristiano che testimoniò con la morte la certezza della vita eterna. Per questo motivo, la sua celebrazione è stata fissata il giorno seguente la festa della manifestazione del Signore. Stefano era di origine greca e notizie su di lui le troviamo negli “Atti degli Apostoli” di san Luca. Questi racconta che la comunità di Gerusalemme era molto cresciuta e gli Apostoli non riuscivano ad adempiere a tutti i compiti. Proposero così di continuare essi a predicare la Parola di Dio, ad occuparsi della preghiera, della dottrina e di eleggere sette diaconi, in qualità di collaboratori nel ministero, che badassero alle opere di carità, all’assistenza alle vedove e agli orfani. Fra i sette diaconi fu scelto Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo. Fu proprio lo Spirito Santo che lo spingeva a parlare e a compiere prodigi tra il popolo. Gli ebrei furono scandalizzati per il numero di conversioni che vi furono, così fu arrestato e condannato. Portato davanti al Sinedrio, egli parlò con parole di fuoco, il fuoco della fede pura, libera, che cancella ogni paura. Si legge, anche, che Stefano avesse il volto trasfigurato come di angelo. Fu, poi trascinato nella valle del Cédron, fuori Gerusalemme, per essere lapidato e mentre moriva, pregava per i suoi persecutori.1000006560.jpg
 
SAN GIOVANNI evangelista
Giovanni era nato in Galilea, sul lago di Tiberiade. Figlio di Zebedeo e Salome, fratello di Giacomo il Maggiore, era pescatore. Egli era discepolo del Battista, quando insieme ad Andrea, vide passare Gesù e fu così che i due cominciarono a seguire il Messia. Giovanni era stato il più vicino al Signore per comunione di cuori, l’aveva seguito sul Calvario insieme alle donne, mentre gli altri apostoli si erano nascosti. E, a lui, il più giovane, il Maestro affidò Maria come madre, nel momento più drammatico della storia. Giovanni fu testimone dei prodigi di Gesù: alle nozze di Cana, sul Tabor era presente alla Trasfigurazione, come alla preghiera nel Getsemani. Durante l’ultima Cena, è colui che appoggiò il capo sul petto di Gesù, potendo ascoltare i palpiti d’amore di quel cuore che si stava donando a noi. Ospitò, a lungo, la Madonna nella sua casa a Efeso, fu vescovo della città, grande evangelizzatore e a causa di ciò fu esiliato nell’isola di Patmos. Ebbe le terribili e consolanti visioni che trascrisse nell’Apocalisse, libro portatore di un messaggio di speranza. Fu autore anche del quarto Vangelo. Giovanni ha come simbolo l’aquila, perché come l’aquila può fissare il sole, anche lui nel suo Vangelo fissò la profondità della divinità. Egli, infatti, ci presenta e ci parla di un Dio amore, in cui è la salvezza.1000006599.jpg
 
SACRA FAMIGLIA
Gesù, Giuseppe e Maria sono spesso uniti, nella tradizione popolare cristiana, in un unico nucleo familiare, che non tiene conto della delicata questione legata alla paternità di Giuseppe, diventando così modello di famiglia ideale. Maria risulta, infatti, una giovane madre attenta e premurosa, a volte un po’ malinconica, perché consapevole del triste destino del Figlio; Gesù tenero bambino giocoso e affettuoso e Giuseppe, anche se un po’ in disparte, risulta come padre anziano che si prende cura dei suoi cari. È una famiglia terrena, umana, che vive in parallelo con quella divina della Trinità. Maria, all’interno della famiglia, appare nella vera dimensione della sua maternità: è Madre del Figlio di Dio, che lo ha concepito e con il suo amore materno ha formato, contribuendo, alla crescita umana della persona divina.

Stella Marinone1000006623.jpg
 
SAN SILVESTRO I papa
Celebriamo l’ultimo santo dell’anno: Silvestro. Egli fu Papa (314-335) al tempo dell’Imperatore Costantino e fu il primo Papa di una Chiesa non più terribilmente perseguitata. Nell’anno 313, infatti, gli Imperatori Costantino e Licinio emanarono gli Editti sulla libertà di culto per i cristiani. A Silvestro, Costantino donò la residenza di Palazzo del Laterano, con la Basilica di San Giovanni e costruì la prima Basilica di San Pietro. Costantino fu un personaggio di grande autorità e la esercitò anche in campo religioso: praticò continue ingerenze negli affari della Chiesa e arrivò ad occuparsi, addirittura, di questioni di dottrina. Questo atteggiamento oscurò la figura del Vescovo di Roma, forse, ingiustamente. Il Papa fu semplicemente schiacciato dagli eventi, ma lasciò una testimonianza meritevole. Infatti, appena morto, venne onorato come “Confessore” (primo a ricevere questo titolo), riconosciuto a chi, pur senza martirio, ha trascorso una vita sacrificata a Cristo.1000006674.jpg
 
MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO
La solennità di “Maria SS. Madre di Dio” è la prima festa che la Chiesa, storicamente, ha dedicato alla Madonna. Ella era venerata col titolo di “Madre di Dio” già dai tempi antichi. Il “Natale Sanctae Mariae” cominciò a essere celebrato verso il VI secolo, il primo gennaio, col nome di “in octava Domini”: si faceva memoria del rito della circoncisione, compiuto otto giorni dopo la nascita di Gesù, come riportato nel Vangelo di Luca. Nel Concilio di Efeso (431), venne sancita la verità solenne che “Maria è vera Madre di Cristo, che è vero Figlio di Dio”. Infatti, “il Verbo vivente esiste da tutta l'eternità... Ma, nel tempo, Egli si è fatto carne, perciò si può dire che è nato da donna”. Gesù, Figlio di Dio, è nato da Maria. Ecco che possiamo dire: “Maria, figlia di Adamo, acconsentendo alla parola divina, diventò madre di Gesù e, abbracciando con tutto l’animo e senza peso alcuno di peccato la volontà salvifica di Dio, consacrò totalmente se stessa quale Ancella del Signore alla persona e all’opera del Figlio suo, servendo al mistero della redenzione sotto di Lui e con Lui, con la grazia di Dio onnipotente” (Lumen Gentium, 56).1000006734.jpg
 
SANTI BASILIO MAGNO e GREGORIO NAZIANZENO vescovi dottori
SAN BASILIO MAGNO vescovo dottore
Basilio nacque a Cesarea di Cappadocia nel 329, da una famiglia “benedetta”: i suoi fratelli erano san Gregorio di Nissa e san Pietro di Sebaste. A ventotto anni intraprese un viaggio per visitare i centri monastici in Egitto e, in seguito, partì per il Ponto, sul Mar Nero, dove fondò un monastero. Infatti, Basilio elaborò il valore del ruolo del monachesimo nella cristianità e, soprattutto, il modo opportuno di praticarlo. Egli scrisse una serie di “Regole” che divennero ispirazione di tutto il monachesimo successivo. Ancora oggi, sia i monaci ortodossi, sia i monaci cattolici orientali seguono il “Codice Basiliano”. Basilio era un brillante oratore e scrittore, ha lasciato una ricca serie di sermoni, di opere teologiche, attraverso cui cercava di rafforzare la sua gente contro l’eresia ariana. Fu eletto vescovo della Chiesa di Cesarea di cui fu grande forza trainante. Basilio è considerato uno dei più grandi Dottori della Chiesa orientale.
SAN GREGORIO NAZIANZENO vescovo dottore
Gregorio nacque in una famiglia di santi: santo il padre, Gregorio il Vecchio, vescovo di Nazianzo, sante la mamma Nonna, che portò alla conversione il marito, e la sorella Gorgonia, santo il fratello Cesario, medico. Gregorio si formò studiando nelle più importanti città orientali. Egli già da fanciullo aveva scelto la purezza e la castità, apparsegli in sogno come fanciulle vestite di bianco. Fu ordinato sacerdote dal padre, in seguito fu consacrato vescovo dall’amico Basilio Magno e ricevette in cura una diocesi dell’Asia Minore. Presto si ritirò in un cenobio, sperimentando con Basilio una vita di solitudine e di meditazione: una vocazione molto forte nell’animo di Gregorio. Intorno al 379, fu nominato patriarca di Costantinopoli, capitale dell’Impero d’Oriente, dove gran parte dei fedeli erano ariani. Egli accettò e riuscì a ristabilire la dottrina cattolica, ma fu costretto, umilmente, ad andare via, perché venne contestato da alcuni vescovi. In realtà, passò la vita a fuggire le cariche: le sue passioni vere erano lo studio e la predicazione. Di lui abbiamo molti discorsi, lettere e armoniosi carmi. È, oggi, Dottore della Chiesa orientale.1000006765.jpg
 
SANTISSIMO NOME DI GESU’
Il Messia, nella sua vita terrena, ha portato il nome di Gesù, datogli da san Giuseppe, che aveva ricevuto indicazione dall’angelo in sogno. Il significato del nome Gesù è quello di salvatore. In tutta la Bibbia molte sono le citazioni sul significato e la potenza del Nome di Gesù. Si pensi che, nel corso della sua vita pubblica, i discepoli appellandosi al suo nome, guarivano malati, cacciavano demoni e compivano ogni sorta di prodigi. I primi cristiani riconobbero Gesù come Signore e invocavano il suo nome: nel nome di Gesù essi si riunivano, accoglievano, rendevano grazie a Dio, furono disposti a soffrire. Il SS. Nome di Gesù fu sempre venerato nella Chiesa fin dai primi tempi, ma solo nel XIV secolo fu riconosciuto il culto liturgico. Grande predicatore di questo culto fu il francescano san Bernardino da Siena. Nel 1721, papa Innocenzo XIII autorizzò la diffusione della celebrazione, ormai presente in varie località e in tutta la Chiesa.1000006782.jpg
 

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