SAN GIOVANNI D’AVILA sacerdote, dottore della Chiesa
Giovanni d’Ávila Gijón nacque nel 1499, ad Almodóvar del Campo, nel sud della Spagna, figlio unico di Alonso Ávila e di Catalina Gijón, buoni cristiani e ricchi. Giovanni studiò, con ottimi risultati, filosofia e teologia con la guida di Domingo de Scoto. Nel 1526 divenne sacerdote e, rimasto orfano, donò tutti i suoi beni ai poveri, desiderando partire come missionario. In attesa del momento propizio per la partenza verso il Nuovo Mondo, visse a Siviglia, dove si impegnò nella predicazione, raccogliendo intorno a sé molti seguaci. Fernando de Contreras, ammirato dalla testimonianza di vita e dall’oratoria di Giovanni, riuscì a farlo desistere dal partire e a rimanere in Andalusia, dove per circa nove anni si dedicò alla evangelizzazione e alla direzione spirituale. Fu strumento di conversione per persone di ogni età e classe sociale, altre le aiutò a progredire nel loro cammino di fede. Nel 1532, fu accusato dall’Inquisizione di eresia e messo in carcere. Durante la carcerazione, Giovanni scrisse l’opera “Audi, Filia”, “Ascolta, figlia”, tradusse il testo l’”Imitazione di Cristo” e scrisse delle lettere. Fu questo il tempo in cui penetrò profondamente nel Mistero dell’Amore di Dio e del grande beneficio fatto all’umanità da Gesù Cristo, nostro Redentore. Assolto dall’accusa, fu liberato e riprese ad andare di città in città a portare la Parola di Dio. Preoccupato per l’istruzione di bambini e giovani, fondò diversi Collegi per la loro educazione. Ebbe cura anche della buona preparazione dei sacerdoti, di cui diceva: «nella messa ci poniamo sull’altare nella persona di Cristo, a fare l’ufficio dello stesso Rendentore» (Lettera 157). Giovanni propose anche la creazione di un Tribunale Internazionale di arbitrato per evitare le guerre. Egli visse poveramente, peregrinando per far conoscere Gesù e, per questo, meritò il nome di “apostolo dell’Andalusia”. Morì nel 1569, stringendo tra le mani il Crocifisso.
San Giovanni d’Avila è patrono dei sacerdoti diocesani spagnoli e fu proclamato da Benedetto XVI Dottore della Chiesa.
