in attesa della luna piena una piccola anteprima del quadro segretissimo
Struttura e Contenuto del Testo
Il documento si legge in modo tradizionale: in verticale, dall'alto verso il basso e partendo da destra verso sinistra.
Il Titolo: Le primissime righe sulla destra riportano proprio il titolo dell'opera.
Il Significato: Il Sutra del Cuore esprime in modo conciso l'essenza della dottrina buddista sulla "vacuità" (Śūnyatā). Il suo passaggio più celebre recita: "La forma è vacuità, la vacuità è forma". Esorta a comprendere che tutti i fenomeni sono interconnessi e privi di una natura indipendente permanente, una consapevolezza che serve a superare l'attaccamento e la sofferenza per raggiungere la pace interiore.
Questi quadri o rotoli con scritte in oro su sfondo scuro o dorato sono molto comuni nell'arte buddista orientale e vengono appesi nelle case o nei centri di meditazione sia come protezione spirituale sia come elemento decorativo e di buon auspicio.
Il Sutra del Cuore della Perfezione della Saggezza
Quando il Bodhisattva Avalokiteshvara sedeva in profonda meditazione sulla perfetta saggezza, vide chiaramente che tutti e cinque gli aggregati della nostra esistenza sono vuoti di una natura intrinseca, e superò così ogni dolore e sofferenza.
"O Shariputra, la forma non è diversa dalla vacuità, la vacuità non è diversa dalla forma. La forma è vacuità, la vacuità è forma. Lo stesso vale per le sensazioni, le percezioni, le formazioni mentali e la coscienza.
O Shariputra, tutti i fenomeni sono contrassegnati dalla vacuità: non nascono e non muoiono, non sono impuri e non sono puri, non crescono e non diminuiscono.
Perciò, nella vacuità non c'è forma, né sensazione, né percezione, né formazione mentale, né coscienza.
Non ci sono occhi, né orecchie, né naso, né lingua, né corpo, né mente.
Non ci sono colori, né suoni, né odori, né sapori, né oggetti del tatto, né pensieri.
Non c'è il regno della vista, e così via, fino al regno della coscienza.
Non c'è ignoranza, né fine dell'ignoranza, e così via, fino alla vecchiaia e alla morte, né fine della vecchiaia e della morte.
Non c'è sofferenza, né causa della sofferenza, né cessazione della sofferenza, né sentiero da seguire.
Non c'è saggezza da ottenere, né vi è nulla da raggiungere.
Poiché non c'è nulla da raggiungere, il Bodhisattva si affida completamente alla perfezione della saggezza. Senza alcun ostacolo nella mente, è libero dalla paura. Superando ogni illusione e confusione, raggiunge il Nirvana finale.
Tutti i Buddha del passato, del presente e del futuro, affidandosi alla perfezione della saggezza, raggiungono la suprema, perfetta e totale illuminazione.
Sappi dunque che la perfezione della saggezza è il grande mantra, il mantra di massima conoscenza, il mantra supremo, il mantra impareggiabile, capace di eliminare ogni sofferenza. Questa è la verità, priva di inganno.
Perciò, proclamiamo il mantra della perfezione della saggezza. Il mantra recita: