Vivere in pace con chi non si sente in pace con me.
Ho scelto di farlo per preservare la mia energia, per evitare di sprecarla in conflitti, ripicche, risentimenti e rancori.
Per concentrarmi sul mio percorso, sui miei desideri, sulla mia vita, senza farmi distrarre da inutili battaglie.
Per donare, con gioia, ciò che ho da donare a chi lo vuole ricevere.
Per preservare la mia pace interiore, che è il bene più grande che ho.
E se l’altro non si sente in pace con me, mi dispiace per lui, e spero che presto anche lui trovi la sua pace.
Fabio, #AbbracciodiLuce
spero che questo faccia riflettere un pò di quelle persone che hanno denigrato tanti altri.. compreso me
tratto dal blog abbraccio di luce.com
... ciao grande capo ho chiesto ad un amica di effettuare una ricerca sul perché ci arrabbiamo (inteso per esser umano io non mi arrabbio più da tempo) guarda cosa ha trovato?
Perché ci arrabbiamo?
La rabbia è un’esperienza comune a tutti.
La rabbia fa parte delle emozioni primarie, cioè quelle emozioni “geneticamente determinate”, che a livello facciale e fisiologico si esprimono e sperimentano nello stesso modo in tutte le culture e sono da tutti identificabili come tali.
Provare rabbia è non solo normale, ma anche utile in determinate situazioni, dal momento che crea uno stato di attivazione fisiologica che predispone l’organismo all’attacco/ alla difesa in situazioni di potenziale pericolo. Per tali ragioni la rabbia riveste una grande importanza a livello evolutivo.
Ci sono però, specie nella vita moderna, tante situazioni in cui esperire la sensazione di rabbia risulta molto spiacevole, anche perché non è sempre possibile e opportuno “scaricare” lo stato emotivo con un comportamento manifestamente aggressivo.
D’altra parte, è pur vero che esperire rabbia è un’esperienza assolutamente soggettiva; quante volte vi siete arrabbiati per questioni che, agli occhi degli altri, apparivano cose di poco conto e viceversa? In questi casi, ciò che rileva non è la reazione a livello fisiologico che, come detto poco sopra, è identica in tutti gli esseri umani: tachicardia, sensazione di calore, rossore, contrazione muscolare, un’espressione facciale tipica e determinata, la sensazione di “stare per esplodere” ecc…La variabilità interindividuale nell’approccio alle situazioni potenzialmente disturbanti si ritrova a livello cognitivo, cioè nei pensieri e nelle convinzioni che le persone hanno su come dovrebbero andare le cose, nelle credenze e nelle regole cognitive che si sviluppano nella propria esperienza di vita, nelle distorsioni cognitive, cioè negli errori di ragionamento che comunemente si possono fare.
Ad esempio:
• La gente è maligna
• La gente pensa solo a criticare
• Nella nostra società solo i delinquenti e i disonesti fanno carriera
• Solo con la forza si possono combattere i delinquenti
Ciò che è rilevante è, quindi, il modo in cui si valuta e si interpreta una determinata situazione, che influenza non solo il comportamento ma, prima ancora, lo stato emotivo, per cui si potrà provare rabbia, così come uno stato emotivo differente.
Le cause della rabbia sono molteplici e a più livelli:
• Situazioni potenzialmente frustranti, come prepotenze, ingiustizie, irritazioni di vario tipo (ritardi, lunghe attese, comportamento maldestro proprio o altrui, ecc…);
• Le difese, nei confronti dei sensi di colpa e di vergogna, oppure di critiche “mal confezionate”, di un abbandono di natura affettiva o della propria impotenza;
• I comportamenti non verbali, come piagnucolare, tenere un volume di voce alto o mantenere un tono di sottovalutazione;
• I comportamenti verbali: fornire consigli non richiesti, etichettare l’altro, formulare critiche distruttive, colpevolizzare, porre dei limiti all’azione, interpretare il comportamento o prendersi gioco dell’altro,
e attivano le nostre convinzioni, le nostre idee, le regole che guidano il nostro comportamento, le nostre valutazioni in merito alla situazione specifica.
Le principali credenze e convinzioni che possono alimentare la rabbia sono:
• Le cose devono andare esattamente nel modo da me desiderato
• La gente è fondamentalmente cattiva
• Devo attaccare gli altri, prima che siano loro ad attaccarmi
• Tutti dovrebbero comportarsi in modo decente. Chi non lo fa deve essere solo punito
• Per ogni mio problema ci deve essere una soluzione
• La vita è ingiusta. Premia i delinquenti e mai gli onesti
• Non devo mai esprimere i miei sentimenti perché c’è il caso che possa ferire qualcuno
Il disagio che proviamo, a livello sia fisiologico sia emotivo, può essere passeggero, ma rischia di trasformarsi in duraturo qualora si sia esposti in modo regolare a determinate situazioni che sono in contrasto con il sistema di valori e le credenze personali. Se ci ritroviamo per molto tempo a vivere una situazione che, per le nostre convinzioni, o la nostra educazione, riteniamo ingiusta, oppure quando riteniamo che le persone si comportino con noi in modo sbagliato, molto probabilmente proveremo rabbia e frustrazione.
A medio e lungo termine la rabbia può avere diversi effetti:
somatici:
• Ipertensione e ipercolesterolemia;
• disturbi cardiovascolari;
• coliti;
• abbassamento delle barriere immunitarie;
• abbassamento della soglia del dolore;
• gastriti e ulcere;
• cancro mammario e del retto.
sulla mente:
• Peggiore funzionamento delle abilità cognitivi;
• Senso di colpa;
• Senso di vergogna.
sulla vita di gruppo:
• Perdita di autorevolezza;
• Modello negativo;
• Conflitti di gruppo;
• Boicottaggio e gossip.
a livello organizzativo e lavorativo:
• Scarsa produttività;
• Elevato turnover;
• Basso morale;
• Gruppi antagonisti;
• Scarsa innovazione e creatività;
• Fenomeni disgregativi del gruppo.
Come già detto, la rabbia non è per se stessa un problema, ma può diventarlo se:
• è troppo frequente;
• è troppo intensa;
• dura troppo a lungo;
• porta alla violenza;
• abbassa la qualità di vita.
Come ridurre la rabbia
A. E’ possibile controllare e gestire in modo più funzionale la rabbia che proviamo assumendo uno stile relazionale di tipo assertivo, cioè attivo, propositivo e rispettoso dei diritti propri e altrui e della loro espressione.
Alcuni suggerimenti per uno stile assertivo:
1. Inizi la conversazione in modo positivo
2. Sia diretto
3. Specifichi eventualmente il grado della sua collera
4. Non accusa l’altro di averla irritata
5. Non faccia prediche né sia moralista
6. Non faccia lo psicologo dilettante
7. Eviti di coinvolgere una terza persona
8. Sia specifico e realista nelle sue richieste
9. Non minacci né prometta sanzioni
10. Eviti di ricorrere al sarcasmo
11. Non aggiunga sempre nuove informazioni
12. Eviti di ricorrere sempre al passato
Imparare a gestire la critica:
DISTRUTTIVA: è rivolta contro la persona; è imprecisa; mira a colpevolizzare l’altra persona e a chiudere il dialogo.
COSTRUTTIVA: è precisa e rivolta ad azioni o comportamenti specifici; mira a migliorare la prestazione e mantiene aperto il dialogo.
B. Inoltre, è possibile, con l’aiuto di un esperto, intervenire a livello cognitivo per modificare quel sistema di regole, credenze e convinzioni che scatena e mantiene la reazione di rabbia nel tempo.
C. Procedere ad un problem solving della rabbia, cioè apprendere delle modalità comportamentali differenti per gestirla, attraverso le seguenti attività:
• descrizione fattuale delle situazioni irritanti;
• descrizione della risposta usuale;
• analisi dei costi e benefici a breve e lungo termine;
• elaborazione delle alternative;
• valutazione delle alternative;
• assunzione di decisione;
• messa in atto della soluzione scelta.
Un intervento psicologico di tipo cognitivo comportamentale sulla rabbia può comprendere tutti i punti sopra citati: la modifica delle convinzioni disfunzionali e delle distorsioni nei processi di ragionamento, unita all’acquisizione di modalità relazionali e comunicative assertive e di strategie comportamentali per affrontare le specifiche situazioni che causano rabbia al paziente, consente di ridurre i livelli di rabbia esperiti, così come il senso di ansia e frustrazione, diminuisce lo stress, migliora i rapporti interpersonali, tutto a vantaggio di un maggiore benessere psico fisico.
Sole e gioia per un abbraccio di luce cui noto che anche questa espressione entra a far parte della rete visto il sito che indichi ...
Buon fine settimana a tutti e se posso nel mio piccolo vi lascio un consiglio... fate l'amore cosi il mattino dopo sarete tutti più produttivi, un Grazie all'amica P.Tafuri per avermi segnalato l'articolo sopra indicato
AHug grande capo
IB63