Mi sono svegliata stanotte di soprassalto alle 3 e mezzo quando ho sentito la scossa. Non finiva mai, ho sentito un rumore come di vento sugli infissi della finestra. Istintivamente mi sono alzata e sono corsa in camera di mio fratello disabile. Lui non si è svegliato, allora sono tornata in camera e sono rimasta seduta sui bordi del letto. La mente è andata a quel 26 settembre 1997 quando una scossa altrettanto devastante ha colpito la mia città. Ho rivissuto il panico di quei giorni, l'incertezza, la consapevolezza di vedere la mia casa, che tanti sacrifici mi era costata, come una nemica. Abbiamo dormito per giorni in macchina e vestiti nell'ingresso pronti a fuggire. Anche allora ci furono morti e devastazione. Ma niente di paragonabile a cosa è successo stanotte. Ho degli amici ed ex colleghi all'Aquila, prego per loro. Stamattina quando ho visto quello che era successo ho pianto e io do solito non sono una "piagnona". E' una giornata triste per tutti: si sgretolano le certezze, si prega per i morti, si sente addosso l'impotenza, ci si rende conto di quanto siamo "spettatori" della nostra vita. Questo ci dovrebbe spingere a vivere ogni attimo della nostra vita intensamente, a non lamentarci delle cazzate (scusate il linguaggio) che capitano nella nostra vita, a non rimandare le cose importanti perchè tanto c'è tempo...
Scusate, di solito sono una persona riservata, ma sono sola in casa, tra poco mi metto a lavorare, ma avevo bisogno di condividere con qualcuno tutta la mia tristezza e il mio dolore.
Mi associo a chi crede e rivolge una preghiera a Dio per i morti e per chi soffre.
Ciao streghetta, hai fatto bene ad aprire questo post
Mau