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Vi svelerò...

Non sono numeri da giocare. Sono i 12 quadrati di uno dei sottoinsiemi maggiori della tavola settenaria, uniti tra di loro in maniera logica e continua, seguendo la stessa linea di costruzione, al fine di mettere in evidenza le due forme principali - romboidale e quadrangolare - , per realizzare qualcosa di diverso dalla struttura inziale dei 90 quadrati come tutti conoscono.
 
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Io poi ho proseguito la cosa per fatti miei; Manna ha solo raggruppato i sottoinsiemi per quadrati, io ho annesso tra di loro i singoli quadrati di uno stesso insieme nelle forme che poi sono risultate: un rombo per i numeri settenari ed un quadrato per quelli retrogradi.
 
Buon giorno Gesuita, i tuoi studi portano ad una applicazione pratica a livello previsionistico? Se sì, puoi fare un esempio? Grazie.

Isabel
 
Buongiorno a te isabel, nessuna previsione, perche' senza soluzione non si puo' giocare, a meno che non si voglia buttare via del denaro inutilmente. Cio' che cercavo era solo un'eventuale collaborazione, se pero' c'e' equita' di informazioni da scambiarsi in maniera reciproca.
 
Buongiorno a te isabel, nessuna previsione, perche' senza soluzione non si puo' giocare, a meno che non si voglia buttare via del denaro inutilmente. Cio' che cercavo era solo un'eventuale collaborazione, se pero' c'e' equita' di informazioni da scambiarsi in maniera reciproca.
Grazie x la risposta, spero che qualcuno del forum raccolga il tuo invito a collaborare. Buona serata.

Isabel
 
Esatto daddi, e' proprio da questo articolo che sono partiti i miei studi
Buongiorno
Da analista mi era capitato di spiegare la tavola settenaria ad alcuni amici appassionati, partendo dallo studio di Manna. Avevo ricostruito tutto da zero per controllare, e se non ricordo male combaciava perfettamente con quello che aveva scritto lui.
La regola è una sola. Il successivo di un numero è n × 7 modulo 90. Il precedente è n × 13, che è la stessa cosa al contrario, perché 7 × 13 fa 91 e 91 modulo 90 è 1. Il complemento è 91 − n. Quando il resto viene 0 si legge 90, come d'uso.
Da qui esce tutto il resto senza aggiungere niente, compresa la rotazione che Manna descrive a parole: il centrale e l'estremo di destra salgono in alto, l'estremo di sinistra scende al centro.
Le rotazioni che si chiudono al dodicesimo passo sono l'ordine di 7 modulo 90. Anche l'osservazione sulle triple ha una spiegazione diretta. Manna nota che in ogni quadratino i numeri di sinistra stanno nella tripla 1-4-7, come il numero centrale, e quelli di destra nella 3-6-9. I numeri di sinistra e quello centrale appartengono tutti alla stessa famiglia, e la moltiplicazione per 7 non cambia la tripla figurale perché 7 diviso 3 dà resto 1. I numeri di destra sono i complementi a 91, e anche 91 diviso 3 dà resto 1: quindi il complemento di un numero della tripla 1-4-7 cade sempre nella 3-6-9. Attenzione, resta la tripla, non la figura. Lungo la catena la figura gira su 1, 7, 4, ma sempre dentro la 1-4-7. È aritmetica, e Manna la chiama per nome: un regolo calcolatore dell'aritmetica dell'orologio a modulo 90.
I sottoinsiemi sono studi di Manna, come è già stato ricordato qui.
Lui ne isola uno da dodici e scrive che restava da verificare le caratteristiche delle altre famiglie. Ho semplicemente completato quel conto su tutti e 90 i numeri: le famiglie sono venti. Quattro da dodici numeri, sei da quattro, quattro da tre e sei numeri che moltiplicati per 7 restano se stessi, cioè 15, 30, 45, 60, 75 e 90. Tutte dalla stessa regola, e insieme coprono i 90 numeri una volta ciascuno.
Anche la regolarità delle triple vale per tutte e venti le famiglie, non solo per questa. Cambia solo quale tripla tocca a sinistra e quale a destra: nelle famiglie dei multipli di 3 le due si scambiano, e in quelle della tripla 2-5-8 sinistra e destra cadono nella stessa.
1787747121064.png

Sopra ci sono tutte e venti, disegnate con lo stesso criterio. Quella riquadrata in rosso è la più conosciuta.

1787747178788.png

E qui il calcolo del sottoinsieme più discusso, quello che contiene 1 e 7. Disponendo i dodici numeri in ordine crescente sul cerchio, la moltiplicazione per 7 produce salti sempre uguali: +1, +6, −2, +3, ripetuti tre volte. Da lì escono le forme che si vedono nei disegni. Dipendono però dall'ordine in cui si dispongono i numeri sul cerchio: cambia la disposizione e cambiano le forme, con gli stessi numeri e la stessa regola.
Qui arriva il punto che conta, e lo dico senza polemica perché riguarda la tavola, non chi la studia.
C'è una riga dell'articolo che secondo me spiega perché da trent'anni si cerca una soluzione. Manna definisce il sottoinsieme e poi scrive: "Indubbiamente, devono corrispondere a determinate regolarità che si verificano nel corso delle estrazioni".
Quell'indubbiamente non è dimostrato e nell'articolo non c'è nessuna verifica a sostegno. È un'ipotesi, presentata come un fatto. Tutto il lavoro fatto dopo è partito da lì, ed è per questo che la ricerca non si chiude mai: la premessa non è mai stata messa alla prova.
E la premessa non regge, per un motivo semplice. La tavola è statica. Non riceve niente dalle estrazioni e non cambia mai. È un traduttore fisso: qualunque numero le dai, lo traduce sempre allo stesso modo, oggi come vent'anni fa. Se un'estrazione è imprevedibile, tradurla non la rende prevedibile. Cambiare nome ai numeri non cambia quello che esce dalla ruota.
Per questo la soluzione non si trova. Non perché sia nascosta bene o perché serva ancora un pezzo, ma perché nella tavola non esiste un punto in cui le estrazioni entrino. I calcoli sono completi già adesso e parlano solo di se stessi.
Questo non toglie niente al lavoro fatto. La struttura è reale, è elegante e conoscerla è una cosa che vale. Semplicemente è geometria, non previsione, e le due cose non comunicano.
Mattia73
 
Buongiorno
Da analista mi era capitato di spiegare la tavola settenaria ad alcuni amici appassionati, partendo dallo studio di Manna. Avevo ricostruito tutto da zero per controllare, e se non ricordo male combaciava perfettamente con quello che aveva scritto lui.
La regola è una sola. Il successivo di un numero è n × 7 modulo 90. Il precedente è n × 13, che è la stessa cosa al contrario, perché 7 × 13 fa 91 e 91 modulo 90 è 1. Il complemento è 91 − n. Quando il resto viene 0 si legge 90, come d'uso.
Da qui esce tutto il resto senza aggiungere niente, compresa la rotazione che Manna descrive a parole: il centrale e l'estremo di destra salgono in alto, l'estremo di sinistra scende al centro.
Le rotazioni che si chiudono al dodicesimo passo sono l'ordine di 7 modulo 90. Anche l'osservazione sulle triple ha una spiegazione diretta. Manna nota che in ogni quadratino i numeri di sinistra stanno nella tripla 1-4-7, come il numero centrale, e quelli di destra nella 3-6-9. I numeri di sinistra e quello centrale appartengono tutti alla stessa famiglia, e la moltiplicazione per 7 non cambia la tripla figurale perché 7 diviso 3 dà resto 1. I numeri di destra sono i complementi a 91, e anche 91 diviso 3 dà resto 1: quindi il complemento di un numero della tripla 1-4-7 cade sempre nella 3-6-9. Attenzione, resta la tripla, non la figura. Lungo la catena la figura gira su 1, 7, 4, ma sempre dentro la 1-4-7. È aritmetica, e Manna la chiama per nome: un regolo calcolatore dell'aritmetica dell'orologio a modulo 90.
I sottoinsiemi sono studi di Manna, come è già stato ricordato qui.
Lui ne isola uno da dodici e scrive che restava da verificare le caratteristiche delle altre famiglie. Ho semplicemente completato quel conto su tutti e 90 i numeri: le famiglie sono venti. Quattro da dodici numeri, sei da quattro, quattro da tre e sei numeri che moltiplicati per 7 restano se stessi, cioè 15, 30, 45, 60, 75 e 90. Tutte dalla stessa regola, e insieme coprono i 90 numeri una volta ciascuno.
Anche la regolarità delle triple vale per tutte e venti le famiglie, non solo per questa. Cambia solo quale tripla tocca a sinistra e quale a destra: nelle famiglie dei multipli di 3 le due si scambiano, e in quelle della tripla 2-5-8 sinistra e destra cadono nella stessa.
Vedi l'allegato 2319911

Sopra ci sono tutte e venti, disegnate con lo stesso criterio. Quella riquadrata in rosso è la più conosciuta.

Vedi l'allegato 2319912

E qui il calcolo del sottoinsieme più discusso, quello che contiene 1 e 7. Disponendo i dodici numeri in ordine crescente sul cerchio, la moltiplicazione per 7 produce salti sempre uguali: +1, +6, −2, +3, ripetuti tre volte. Da lì escono le forme che si vedono nei disegni. Dipendono però dall'ordine in cui si dispongono i numeri sul cerchio: cambia la disposizione e cambiano le forme, con gli stessi numeri e la stessa regola.
Qui arriva il punto che conta, e lo dico senza polemica perché riguarda la tavola, non chi la studia.
C'è una riga dell'articolo che secondo me spiega perché da trent'anni si cerca una soluzione. Manna definisce il sottoinsieme e poi scrive: "Indubbiamente, devono corrispondere a determinate regolarità che si verificano nel corso delle estrazioni".
Quell'indubbiamente non è dimostrato e nell'articolo non c'è nessuna verifica a sostegno. È un'ipotesi, presentata come un fatto. Tutto il lavoro fatto dopo è partito da lì, ed è per questo che la ricerca non si chiude mai: la premessa non è mai stata messa alla prova.
E la premessa non regge, per un motivo semplice. La tavola è statica. Non riceve niente dalle estrazioni e non cambia mai. È un traduttore fisso: qualunque numero le dai, lo traduce sempre allo stesso modo, oggi come vent'anni fa. Se un'estrazione è imprevedibile, tradurla non la rende prevedibile. Cambiare nome ai numeri non cambia quello che esce dalla ruota.
Per questo la soluzione non si trova. Non perché sia nascosta bene o perché serva ancora un pezzo, ma perché nella tavola non esiste un punto in cui le estrazioni entrino. I calcoli sono completi già adesso e parlano solo di se stessi.
Questo non toglie niente al lavoro fatto. La struttura è reale, è elegante e conoscerla è una cosa che vale. Semplicemente è geometria, non previsione, e le due cose non comunicano.
Mattia73
No Manna individua Tutti i sottoinsiemi .leggere sotto.e molto altro...
Buongiorno
Da analista mi era capitato di spiegare la tavola settenaria ad alcuni amici appassionati, partendo dallo studio di Manna. Avevo ricostruito tutto da zero per controllare, e se non ricordo male combaciava perfettamente con quello che aveva scritto lui.
La regola è una sola. Il successivo di un numero è n × 7 modulo 90. Il precedente è n × 13, che è la stessa cosa al contrario, perché 7 × 13 fa 91 e 91 modulo 90 è 1. Il complemento è 91 − n. Quando il resto viene 0 si legge 90, come d'uso.
Da qui esce tutto il resto senza aggiungere niente, compresa la rotazione che Manna descrive a parole: il centrale e l'estremo di destra salgono in alto, l'estremo di sinistra scende al centro.
Le rotazioni che si chiudono al dodicesimo passo sono l'ordine di 7 modulo 90. Anche l'osservazione sulle triple ha una spiegazione diretta. Manna nota che in ogni quadratino i numeri di sinistra stanno nella tripla 1-4-7, come il numero centrale, e quelli di destra nella 3-6-9. I numeri di sinistra e quello centrale appartengono tutti alla stessa famiglia, e la moltiplicazione per 7 non cambia la tripla figurale perché 7 diviso 3 dà resto 1. I numeri di destra sono i complementi a 91, e anche 91 diviso 3 dà resto 1: quindi il complemento di un numero della tripla 1-4-7 cade sempre nella 3-6-9. Attenzione, resta la tripla, non la figura. Lungo la catena la figura gira su 1, 7, 4, ma sempre dentro la 1-4-7. È aritmetica, e Manna la chiama per nome: un regolo calcolatore dell'aritmetica dell'orologio a modulo 90.
I sottoinsiemi sono studi di Manna, come è già stato ricordato qui.
Lui ne isola uno da dodici e scrive che restava da verificare le caratteristiche delle altre famiglie. Ho semplicemente completato quel conto su tutti e 90 i numeri: le famiglie sono venti. Quattro da dodici numeri, sei da quattro, quattro da tre e sei numeri che moltiplicati per 7 restano se stessi, cioè 15, 30, 45, 60, 75 e 90. Tutte dalla stessa regola, e insieme coprono i 90 numeri una volta ciascuno.
Anche la regolarità delle triple vale per tutte e venti le famiglie, non solo per questa. Cambia solo quale tripla tocca a sinistra e quale a destra: nelle famiglie dei multipli di 3 le due si scambiano, e in quelle della tripla 2-5-8 sinistra e destra cadono nella stessa.
Vedi l'allegato 2319911

Sopra ci sono tutte e venti, disegnate con lo stesso criterio. Quella riquadrata in rosso è la più conosciuta.

Vedi l'allegato 2319912

E qui il calcolo del sottoinsieme più discusso, quello che contiene 1 e 7. Disponendo i dodici numeri in ordine crescente sul cerchio, la moltiplicazione per 7 produce salti sempre uguali: +1, +6, −2, +3, ripetuti tre volte. Da lì escono le forme che si vedono nei disegni. Dipendono però dall'ordine in cui si dispongono i numeri sul cerchio: cambia la disposizione e cambiano le forme, con gli stessi numeri e la stessa regola.
Qui arriva il punto che conta, e lo dico senza polemica perché riguarda la tavola, non chi la studia.
C'è una riga dell'articolo che secondo me spiega perché da trent'anni si cerca una soluzione. Manna definisce il sottoinsieme e poi scrive: "Indubbiamente, devono corrispondere a determinate regolarità che si verificano nel corso delle estrazioni".
Quell'indubbiamente non è dimostrato e nell'articolo non c'è nessuna verifica a sostegno. È un'ipotesi, presentata come un fatto. Tutto il lavoro fatto dopo è partito da lì, ed è per questo che la ricerca non si chiude mai: la premessa non è mai stata messa alla prova.
E la premessa non regge, per un motivo semplice. La tavola è statica. Non riceve niente dalle estrazioni e non cambia mai. È un traduttore fisso: qualunque numero le dai, lo traduce sempre allo stesso modo, oggi come vent'anni fa. Se un'estrazione è imprevedibile, tradurla non la rende prevedibile. Cambiare nome ai numeri non cambia quello che esce dalla ruota.
Per questo la soluzione non si trova. Non perché sia nascosta bene o perché serva ancora un pezzo, ma perché nella tavola non esiste un punto in cui le estrazioni entrino. I calcoli sono completi già adesso e parlano solo di se stessi.
Questo non toglie niente al lavoro fatto. La struttura è reale, è elegante e conoscerla è una cosa che vale. Semplicemente è geometria, non previsione, e le due cose non comunicano.
Mattia73
no Manna individua Tutti i sottoinsiemi della settenaria leggere sotto ....e molto altro....
 

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